- 10h55: RED PISCIA A CASA SUA, A M. NONOSTANTE SIANO 20 MINUTI CHE LAMENTA L'IMMINENTE ORINATA, TOBY NON LA DERIDE A SUFFICIENZA
- 11h07: Dopo la detersione ascellare, cantiamo La Solitudine (interpretazione magistrale)
- 11h31: STOPPE D'ARCA
- 11h42: PIEVE A RANCO
- 11h52: CANILI
- 11h58: MADONNUCCIA
- 12h03: METOZZI / AVANT GARDE (insegne)
- 12h11: Dubbio sulle isoglosse. Il benzinajo ha un'aria interessante, e un buffo cappellino - 12h12 - Ma come parlano?
- 12h22: ATTENTION IN CASE THE TRAFFIC LIGHT IS TURNED OFF OR FLASHING, PROCEED WITH CAUTION [CODA] - Via della Croce! - Gazze - Attraversamento Piccioni - 2 silver 1 cow
- 12h54: Oltrepassato il Traguardo di Ponte Cecco. Aria romagnola ancora senza maiali! Prima posizione - SHINE ON YOU CRAZY DIAMOND: duetto col camionista
- 12h59: MIRABILANDIA! ----->
- 13h04: Allergia alle Porsche
- 13h11: PASSATO IL RUBICONE - Il dado è di pollo - Una coscienza non di assenze di percezioni, ma traslata su un altro piano; una coscienza generale e generica
- 13h24: QUEM NÃO MATA ENGORDA - RICCIONE ----->
- 13h29: STRANI GIORNI - TOBY: 20 € gasolio - 3,90 € autostrada
- 14h09: Non si può svoltare né a destra né a sinistra a Q., il centro è off-limits e a Toby gli stanno spuntando le zanne e le setole sulla schiena - Dalla macchina davanti è caduto un palloncino
- 14h10: Chiediamo a un passante con lo spolverino e le mani in tasca che cazzo è la zona blu _Grazie!
- 14h12: "Ma come vanno in bicicletta la genti [sic]? Ô Madonnina, divento matto, matto! Ca fa questo? Ma dov'è il divieto d'accesso, 'ndo cazzo sto a anda'? Oh la Cattedrale di Q., sputaci! Dove siamo? Dove sono? Dove sono? Uh! Un grillo è saltato addosso... addosso" (canta Le Aquile) - SCENEGGIATURE DA UN VIAGGIO - E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante - Ho un continuo bisogno di mingere - È realtà o minzione
- 14h24: Emo parcheggiato - PERONZIPAGA!
- 20h20: PARTENZA - Piadina Classica e Tenerona - Toby sbaglia cantando Battiato
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mercoledì 6 aprile 2011
Red, Toby, una macchina.
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martedì 4 gennaio 2011
martedì 10 agosto 2010
TEORIA DEI COLORI Herberto Hélder
C’era una volta un pittore che aveva un acquario con un pesce rosso. Il pesce viveva tranquillo in compagnia del suo colore rosso, ma un giorno iniziò a diventare nero, una macchia nera sotto il suo colore naturale. La macchia si espandeva, cresceva sempre più impadronendosi di tutto il pesce. Fuori dall’acquario il pittore assisteva sorpreso alla comparsa del nuovo pesce.
L’artista aveva un problema, era obbligato a interrompere la pittura del quadro quando arrivava al rosso del pesce, non sapeva che farsene del colore nero che ora questo rivelava. Gli elementi del problema erano costituiti dall’osservazione del fenomeno e si presentavano nel seguente ordine: pesce, rosso, pittore – essendo il rosso il collegamento tra il pesce e il quadro attraverso il pittore. Il nero costituiva un’insidia per il reale e aveva aperto un baratro nella fedeltà primitiva del pittore.
venerdì 23 aprile 2010
ANIMALI D'EUROPA - Bichos (1940) le bestie di Miguel Torga a puntate poco appuntate
MAGO (3)
Fuggì sui tetti, sconvolto. La luna sempre più bianca, là in alto, lo guardava sdegnato. La città, addormentata, sembrava un cimitero infinito. Dal campanile di una chiesa si udiva un cinguettio mal augurante.
Aveva giocato in quel duello i suoi resti di dignità. E aveva perso. D’ora in poi sarebbe stata solo umiliazione, senza speranze. Lui, che aveva tenuto tra le braccia il corpo debole e delicato di Boneca, lui, l’eletto di Moira-Negra, lui, il compagno delle notti di Hilário, lui, Mago, relegato definitivamente a un mondo di pantofole e tappeti! Privato, per il resto dei suoi giorni, di pensare anche alla semplice brezza di umida freschezza che ora passava attraverso le sue narici lasciando delle goccioline sui suoi baffi… Condannato per sempre all’afa del maledetto salotto della signora Sância! Destino malvagio! E tutto per colpa della vecchia… Se non fosse per lei, invece di andare là sciancato e a mancare sinistri, si troverebbe al Tinoco a guaire come tutti gli altri, dopo aver fatto a pezzi Zimbro… Invece, arrancava penosamente per quel cammino di disperazione, come un moribondo che dà l’ultimo addio alla vita… Misero destino! Vessato, vinto, colpito sul corpo e nell’anima… E tutto per colpa di quell’odiosa bigotta!
martedì 20 aprile 2010
ANIMALI D'EUROPA - Bichos (1940) le bestie di Miguel Torga a puntate poco appuntate
MAGO (2)
- E hai lasciato Faísca!...
- Io?
- Lei ora sta con Zimbro... si dice in giro. Ha pure avuto cinque piccoli da lui…
- Sono miei! Solo miei! Sangue del mio sangue!
Fandonie. Aveva davvero fatto una triste figura. Parole codarde… quella figliata era di Zimbro. Si notava pure. Avevano tutti quell’occhietto cisposo… Era proprio diventato un pigro, un infelice, anche se non lo ammetteva. Le coccole della signora Sância lo avevano fatto cadere in disgrazia. Ah, ma le cose sarebbero cambiate presto! Non ne poteva più di essere accarezzato. Poco tempo prima era andato dalla compagna, pronto a imporre la propria autorità.
domenica 18 aprile 2010
ANIMALI D'EUROPA - Bichos (1940) le bestie di Miguel Torga a puntate poco appuntate
MAGO
Mago respirò a fondo. Dilatò le narici riempiendo il petto d’aria o di chiar di luna, non ne era certo, perché la notte era chiara come il giorno e immobile come una montagna. Ma, di frescura o di luce che fosse, quell’onda bevuta in un sorso lo inondò, facendo scorrere su tutto il suo corpo un fremito di nuova vita. Allora si stirò tutto, ritto sulle quattro zampe, incurvò la schiena rimanendo fermo così per qualche istante: solo muscoli, tendini e nervi, con le ossa che scricchiolavano dalla testa ai piedi. Accidenti, non ne poteva più! Quell’afa nella sala lo stava annientando. Lo lasciava senza forze, tonto, floscio e calduccio come la coperta di lana sulla quale dormiva. Certe volte si può toccare proprio il fondo! Ah, ma quel degrado doveva avere fine! La signora Maria da Glória Sância non poteva certo pensare che sarebbe stato disposto a lasciarsi stare per sempre su quelle gambe flosce da zitella. Ci mancherebbe altro! E, se aveva ancora qualche dubbio, che osservasse con attenzione ciò che stava succedendo in quel preciso momento: lei a russare sola, su quel morbido letto, mentre lui riempiva i suoi polmoni di ossigeno e libertà. Di sicuro avrebbe aspettato che si addormentasse e, solo allora, blandamente, sarebbe scivolato dalle sue braccia fin sul tappeto e dal tappeto per strada passando dalla porticina di cucina. È una questione di delicatezza, nient’altro. Perché, in fin dei conti, non c’era nessun motivo di fare le cose brutalmente, offendendo chi lo amava… Diavolo, è pur sempre la signora Maria Sância, colei che ha legato al suo collo un filo d’oro! Pensando bene era per questo e altro che era arrivato a quella bella situazione…
giovedì 8 aprile 2010
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