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venerdì 10 settembre 2010

CANI MARINAI da OS PASSOS EM VOLTA di Herberto Hélder

C’era un cane che aveva un marinaio. Il cane chiese a sua moglie, che cosa ci posso fare con un marinaio? Lo mettiamo di guardia in giardino, rispose lei. Non si può lasciare un marinaio libero in giardino, è troppo vicino al mare. Un marinaio è una creatura derivata, un suffisso, è necessario fare attenzione all’elemento base: il radicale mare.

martedì 10 agosto 2010

TEORIA DEI COLORI Herberto Hélder










C’era una volta un pittore che aveva un acquario con un pesce rosso. Il pesce viveva tranquillo in compagnia del suo colore rosso, ma un giorno iniziò a diventare nero, una macchia nera sotto il suo colore naturale. La macchia si espandeva, cresceva sempre più impadronendosi di tutto il pesce. Fuori dall’acquario il pittore assisteva sorpreso alla comparsa del nuovo pesce.
L’artista aveva un problema, era obbligato a interrompere la pittura del quadro quando arrivava al rosso del pesce, non sapeva che farsene del colore nero che ora questo rivelava. Gli elementi del problema erano costituiti dall’osservazione del fenomeno e si presentavano nel seguente ordine: pesce, rosso, pittore – essendo il rosso il collegamento tra il pesce e il quadro attraverso il pittore. Il nero costituiva un’insidia per il reale e aveva aperto un baratro nella fedeltà primitiva del pittore.

martedì 27 luglio 2010

herberto hélder




il celacanto
Tra gli ittiologi di questa città si racconta la storia di KZ, funzionario del ministero delle finanze, sposato, 54 anni. È una storia che sbaraglia ogni legge, ostacolando tutti quei tentativi che un uomo fa quando fornisce la versione completa di un potenziale biografico e il suo sviluppo. Per il ministero ciò potrebbe provocare uno scandalo, screditando il principio secondo il quale un funzionario funziona. E le famiglie lo sanno: un capofamiglia percorre tutti i cammini della responsabilità fino a cadere di capo in un fosso, sull’altra sponda, e rimane in contemplazione là in basso, e infine lo specchio di tutti i misteri si svela. Esiste tutta una serie di punti che, se umanamente visibile, coincide nella supposizione secondo la quale un carattere e il suo sviluppo, ovvero una vita, si esprimono nel tempo e nello spazio su di una linea perentoria, retta. Ma nelle considerazioni si include, per evidenziarne la coerenza, non un così detto punto di vista, bensì una certa emozione ittiologica, introducendo così, nel corpo chiuso della vita, un elemento inatteso che sconvolge ogni simmetria. Si tratta della pazzia ittiologica. Un ittiologo non agisce dentro le regole, si fonda fuori da esse, in questa emozione peculiare, emozione che unisce complessità e perplessità, visioni, decentramenti, cose ambigue o semplici – un’astuzia inapprensibile: uno stile antipode. Gli ittiologi comprendono il destino di KZ: rabbrividiscono all’idea della folgorazione che, a 54 anni, ha fatto visita al funzionario delle finanze. In questa comprensione c’è un po’ della giustificazione che loro stessi cercano, e l’eccitazione di rendersi conto che un’avventura ha bisogno di trovare i giusti presupposti. Il destino di KZ merita quindi un emblematico posto d’onore: l’esemplarità.