il cane cieco guarda il mondo con il naso
e sbatte il naso contro il muro
domenica 31 gennaio 2010
giovedì 14 gennaio 2010
Ah, insensatez que você fez.
On en a marre, haïssez-nousS'il vous plaît arrêtez-nous à la prochaine blagueL'image du monde, une image floue.Ça nous noye cette vagueDe malentendus.On fait rire les autresAlors qu'on veut les faire pleurer.
venerdì 8 gennaio 2010
mercoledì 30 dicembre 2009
Rosita de pasión
Eres muy majo, ¿como eres tu?
muy maja
no me hables mas nada, por favor
¿si?, rosita de pasión
Mira Javier, yo no se nada de ti
ni tu de mi, olvídate por favor
Rosita, ¿otra vez?,¿tu en mi casa?
¡Vete de aquí!, ¡¡vete!!, que no te quiero
¿por que me echas?
¿que daño te he hecho?
Mucho.
Feliz año nuevo a todos. Po zi.
domenica 22 novembre 2009
Il Vulps è morto. Viva il vulps
Metà novembre: tutti i suoi ammiratori piangono Ciro, il volpino nano cresciuto nella capitale italiana presso una casa di studenti, non settimana corta.
Il povero cane, ignaro della vulpsaggine che lo contraddistingueva e perciò ancora più apprezzato dai suoi estimatori è venuto a mancare in circostanze ancora da accertare. Non esclusa la pista di un'azione vendicativa da parte della sezione militare antivulps stanziata dal ministero della difesa.
"Ha sofferto come un cane", ha dichiarato R.R.*, che meglio di tutti conosceva Ciro e che per molto tempo gli è rimasto vicino, accarezzando il suo fitto pelame fulvo. Sostiene che un semplice problema digestivo lo abbia strappato da questo mondo, ma chi ci assicura che non sia una copertura?
Intanto in molti condividono lo stesso sgomento di N.C., che è rimasta "Senza parole" e lo stesso scetticismo di chi non è pronto ad accettarne la scomparsa: " Intanto cosa ne sappiamo? Forse la notizia è falsa. Ho visto croci e altarini nella casa di residenza. Regalava gioia a tutti, cosa ne sarà di noi?".
Non tutti hanno avuto la fortuna di incontrarlo lungo il proprio cammino. A.C. dice "Avrei voluto conoscerlo", e come darle torto.
La sua codina a stantuffo non elargirà più allegria. Al richiamo del suo nome più nessuno si girerà. Il suo naso non annuserà più gli angoli del mondo. I proprietari non lo laveranno più sotto la doccia: questi ragazzi, ormai distrutti, che a vederli niente desterebbe il sospetto del possesso di un cane volpino viziato.
S.B. esprime il disappunto di averlo solo visto in foto: "Avrei voluto conoscerlo di persona prima di dargli questo estremo saluto".
Come dimenticare in data 17 novembre 2009 alle ore 20.00 la comparsa della tua reincarnazione presso il Café Restaurant Le Monceau di Strasburgo. È stato per noi tutti come vederti per l'ultima volta, anche se il signore con gli occhiali da sole ci aveva detto che ti chiamassi Simba. Sì, un leone (simba vuol dire "leone" in swahili), un leone in un corpo di volpe, un esempio di coraggio e furbizia.
Come dimenticare in data 17 novembre 2009 alle ore 20.00 la comparsa della tua reincarnazione presso il Café Restaurant Le Monceau di Strasburgo. È stato per noi tutti come vederti per l'ultima volta, anche se il signore con gli occhiali da sole ci aveva detto che ti chiamassi Simba. Sì, un leone (simba vuol dire "leone" in swahili), un leone in un corpo di volpe, un esempio di coraggio e furbizia.
Ciro, ci mancherai. Tu sei stato per noi emblema del vulps, ed era giusto ricordarti, anche per esorcizzare perdite più grandi che non hanno bisogno di uno stupido spazio su un blog.
* Per ragioni di privacy i nomi e i cognomi di chi ha rilasciato interviste verranno indicati con le sole iniziali
Ciao Ciro
domenica 11 ottobre 2009
per una concezione olistica del cane

Un giorno l’uomo inventò il cane, il cane: un animale subalterno?
La storia del cane —probabilmente qualcuno l’avrà già scritta— ebbe inizio nel momento in cui l’uomo decise di includere tale essere nella sua vita. Fece ciò per diverse ragioni, prima tra tutte per sopprimere la deficienza umana della velocità nell’attaccare la preda nell’atto della caccia, ultima tra tutte per il bisogno di compagnia e di adornamento del salotto di casa, o della casa in generale, o del giardino. Queste due necessità, ancora oggi vive, dimostrano che, come il cane, anche l’uomo è un animale subalterno al cane, pur non essendone pienamente cosciente.
Un giorno il cane inventò l’uomo… e questa è una storia che, personalmente, non sono ancora in grado di raccontare.
Il cane, non essendo capace di scrivere la propria storia, di registrare a lungo termine la propria memoria, non può far altro che subordinarsi inconsapevolmente alla storia che qualcun altro pensa e scrive per lui. Poiché questi, il cane, non si preoccupa minimamente della sua figura nel tempo e nello spazio e probabilmente preferisce oziare al sole o seguire gli odori a lui più congeniali, senza sentire il bisogno di tracciare un percorso specifico. In questo caso, forse, non dimostra tanto la sua subalternità, quanto il proprio potere decisionale e la propria libertà incondizionata. Non tutti i cani però hanno per abitudine il poltrire al sole, o sono liberi di vagare seguendo odori accattivanti. I cani che si possono permettere queste libertà sono i cosiddetti randagi, spesso oggetto della sofferenza umana; si crede infatti che questi non abbiano di che vivere, si immagina di mettere loro un bel guinzaglio e portarli a casa, cosa che tuttavia comporta una serie di obblighi dell’uomo nei confronti del cane. Dunque anche l’uomo, nella sua magnificenza, si dimostra subalterno al cane: pur considerandosi un essere superiore, dovrà rispondere a degli impegni che, se violati, sfocerebbero in questioni moralmente inaccettabili.
Esistono diversi tipi di cani, così come esistono diversi tipi di uomini, non in senso discriminante, ovvio. Per i cani la questione della razza è ancora ammissibile: è comunemente accettata e riconosciuta. I tanti tipi di razze canine sono opera del genere umano, create per rispondere a esigenze diverse. Si noti ad esempio l’evoluzione del Bull Dog inglese, un tempo snello e agile, usato dalla polizia, e oggi ridotto a un essere quadrato con scarse possibilità motorie. Inizialmente, forse, questa sperimentazione e differenziazione, aveva come scopo quello di dotare il cane di certe caratteristiche che lo aiutassero a svolgere compiti specifici; oggi le esigenze sono molteplici e più inclini a una questione meramente estetica. Tuttavia lo scopo di questo scritto non è discorrere sulla storia del cane, che ha circa 15000 anni, ma solo introdurre il lettore a una visione più ampia di quest’essere.
Conclusa questa breve parte informativa, passerò a descrivere un processo circa l’osservazione del cane da parte dell’uomo, ovvio, perché uomini siamo, uomini nel senso di genere umano, uomini e donne, non dive. Tale osservazione si dimostra molto più produttiva se ha come oggetto il cane meticcio, che, per natura, presenta una serie di peculiarità, certe volte apparentemente discordanti tra loro; senza nulla togliere al cane di razza che merita lo stesso rispetto del meticcio, comunemente chiamato bastardo.
L’osservazione del cane è cosa semplice e si compone di tre fasi.
Per prima cosa è necessario osservare l’animale cercando di identificare certi suoi comportamenti con i propri. Questa fase la chiameremo processo di umanismo canico e serve a eguagliare la posizione del cane a quella dell'uomo. Tutto ciò può richiedere diverso tempo, ma dipende comunque dalla persona, poiché esiste chi, per natura, riesca a passare per le tre fasi con molta facilità. Dopo ciò dovrebbe risultare naturale all’osservatore che, nonostante questo procedimento umanizzante, è impossibile che il cane diventi un uomo o viceversa.
La seconda fase consisterà quindi nel creare una sorta di unione tra uomo e cane che potremmo chiamare panismo umano-canico: uomo e cane, due esseri pensanti in natura, intesa come spazio generico.
Ecco così che giungiamo alla terza e ultima fase (visione canica) quella che permette di avere l’illusione di una osservazione "pura" del cane e che esige un ulteriore sforzo da parte dell’uomo che, per necessità, dovrà abbandonare la sua posizione panica (2° fase) e regredire alla prima fase; l’uomo tornerà ad avere il pieno possesso della propria coscienza e potrà tuttavia osservare il cane in modo diverso, ricordando la percezione sensoriale avvenuta durante la seconda fase.
Grazie per l'attenzione.
venerdì 9 ottobre 2009
Guardo ma non tocco
sabato 3 ottobre 2009
martedì 29 settembre 2009
(Agli) Uomini e (alle) Donne

le foglie cadono, si rinfresca l'aria,
si sbianca la pelle, le giornate si accorciano
è autunno
Uomini e Donne!:
riempiremo di immagini e parole i nostri primi pomeriggi
lampade accese e riflettori spenti, forse
andrò a fare una passeggiata
la pelle abbronzata e il naso bruciato, forse
andrò in vacanza al mare
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