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martedì 16 novembre 2010

Obbedisco

"[…] e pubblica qualcosa sul blog sennò muore." *
* da una mail.

Lentamente muore un blog se non si pubblica niente.
Lentamente muore chi non si rivede.
Lentamente si rivede chi non muore.

Un Ding nel Silenzio, sono io che ti parlo:
RIVIVISCI!

Ancora non sono spenti i tuoi ardori grammaticali, i tuoi voli pindarici verso il manto di cane! Puoi tuttora parodiare incontri pomeridiani con gli amici dei genitori, e far provare invidia al mondo di chi ne sta fuori.
Pensare o PenZare ci devo pensZare, tutta Italia ha dubbi, il contatore ci fa schizzare!
Se ne andassero a cagare sta massa di allocchi, che noi moribondi saremo pure, ma moribondi coi fiocchi! Ché se si vuole citare si cita, e se si vuole Citare si Cita. 
Io a volte anche Tarzan.

mercoledì 5 maggio 2010

Cinque maggio - Aniversário una volta all'anno.








Fu fu fu. Siccome mobile,
nato il solar respiro,
dette la soglia al femore

torva di vanto ziro,
è sì rimossa, congenita
la serra al nunzio fa,
astuta trovando all'infima
spora dell'uom mortale;
ché dà al mondo una temibile
forma di sé annuale
la sua purulenta coltre
smangiucchiar farà.








E con questa auguro un buon compleanno a g.c., per fargli rabbia e per ringraziarlo dei pasticcini. Con tale gesto è pronto a correre a concorrere al concorso in corso Ghighi supremo dell'anno™

domenica 22 novembre 2009

Il Vulps è morto. Viva il vulps

Metà novembre: tutti i suoi ammiratori piangono Ciro, il volpino nano cresciuto nella capitale italiana presso una casa di studenti, non settimana corta.
Il povero cane, ignaro della vulpsaggine che lo contraddistingueva e perciò ancora più apprezzato dai suoi estimatori è venuto a mancare in circostanze ancora da accertare. Non esclusa la pista di un'azione vendicativa da parte della sezione militare antivulps stanziata dal ministero della difesa.
"Ha sofferto come un cane", ha dichiarato R.R.*, che meglio di tutti conosceva Ciro e che per molto tempo gli è rimasto vicino, accarezzando il suo fitto pelame fulvo. Sostiene che un semplice problema digestivo lo abbia strappato da questo mondo, ma chi ci assicura che non sia una copertura?
Intanto in molti condividono lo stesso sgomento di N.C., che è rimasta "Senza parole" e lo stesso scetticismo di chi non è pronto ad accettarne la scomparsa: " Intanto cosa ne sappiamo? Forse la notizia è falsa. Ho visto croci e altarini nella casa di residenza. Regalava gioia a tutti, cosa ne sarà di noi?".
Non tutti hanno avuto la fortuna di incontrarlo lungo il proprio cammino. A.C. dice "Avrei voluto conoscerlo", e come darle torto.
La sua codina a stantuffo non elargirà più allegria. Al richiamo del suo nome più nessuno si girerà. Il suo naso non annuserà più gli angoli del mondo. I proprietari non lo laveranno più sotto la doccia: questi ragazzi, ormai distrutti, che a vederli niente desterebbe il sospetto del possesso di un cane volpino viziato.
S.B. esprime il disappunto di averlo solo visto in foto: "Avrei voluto conoscerlo di persona prima di dargli questo estremo saluto".
Come dimenticare in data 17 novembre 2009 alle ore 20.00 la comparsa della tua reincarnazione presso il Café Restaurant Le Monceau di Strasburgo. È stato per noi tutti come vederti per l'ultima volta, anche se il signore con gli occhiali da sole ci aveva detto che ti chiamassi Simba. Sì, un leone (simba vuol dire "leone" in swahili), un leone in un corpo di volpe, un esempio di coraggio e furbizia.
Ciro, ci mancherai. Tu sei stato per noi emblema del vulps, ed era giusto ricordarti, anche per esorcizzare perdite più grandi che non hanno bisogno di uno stupido spazio su un blog.


* Per ragioni di privacy i nomi e i cognomi di chi ha rilasciato interviste verranno indicati con le sole iniziali


Ciao Ciro