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martedì 28 settembre 2010

La Creazione

La Creazione
(poetica dichiarazione di poetica)


Rompere le vene come rompere la logica
liberare la sostanza || tagliare ogni legame
ogni filo come i fili del telefono
(per esempio tagliare tutte le comunicazioni del mondo)

vedere il mondo con occhi nuovi
oggetti nuovi
reiterare oggetti d’oggi
sconvolgere oggetti tuoni
vedere oggetti con occhi nuovi

scrivere mille lettere senza alcuna parola
mangiare le parole come un piatto di verdura
suonare verdura come orchestre di violini
bruciare violini come foreste d’estate
leggere foreste come qualsiasi novella
volare novelle come sugli aeroplani
pregare aeroplani come nei santuari
cantare santuari come belle canzoni
annaffiare canzoni come tristi gerani
ballare gerani come sfrenate mazurke
gridare mazurke come disperazione
cucire disperazione come lenzuola

ricucire ogni lenzuola
tutte le disperazioni del mondo
che sono tutte le disparate disperazioni

dissipazioni
dissociazioni
dittongazioni
districazioni
disticanzoni
distilezioni
distisezioni
distimenzioni

e dimensioni o diramazioni

trovare ogni parola che non era parola
e ogni parola che era parola farla nuova parola
e nuove frasi e nessun legame
- o un tegame? -
fare di ogni cosa cosa fatta cosa creata
ripensare ogni schema
con innesti
come alcuno aldue altre alquattro alcinque alsei
per poi pensare

alle ardue salite
ad altri concetti
al quadro in cucina
ad alci in quel nord
ai venti alisei
in tutti i momenti
o anche alle sette e alle otto

e non c’è tempo da perdere.

giovedì 29 luglio 2010

La figlia del casellante

La casetta del casellante è accanto ai binari di metallo, ai piedi di una montagna così ripida che solo qualche albero speciale può arrivare a posarsi là, gattonando, afferrandosi con sue radici affilate, aggrappandosi alle zolle di terra fino ad arrivare in cima.
La casetta di legno sconquassata per via delle scosse costanti e dei rumori.
La casetta piccola in un terrapieno di venti metri accanto a tre binari.
Lì vive il casellante con sua moglie, contemplando il passaggio dei treni carichi di fantasmi che vanno di città in città. Centinaia di treni, treni dal nord al sud e treni dal sud al nord. Tutti i giorni, tutte le settimane, tutto l’anno. Migliaia di treni con milioni di fantasmi, che fanno scricchiolare le ossa della montagna.

mercoledì 28 luglio 2010

Lettera ad Hans Arp

In attesa della revisione della traduzione completa delle tre novelle esemplari di cui parla Huidobro in questa lettera ad Hans Arp, pare giusto pubblicare la lettera medesima. I due amici scrissero le opere in collaborazione; in esse si respira il cubismo un po' stantio, il surrealismo già abusato e anche un po' di Dada - datato. Ma meritano di essere lette lo stesso.

giovedì 13 maggio 2010

Il Futurismo

di Vicente Huidobro*

Ed ecco che un bel giorno a quel signore di Marinetti è venuto in mente di proclamare una nuova scuola: Il Futurismo.

Nuova? No.

Prima di lui l’aveva proclamato un mallorchino, Gabriel Alomar, ammirabile poeta e sagace pensatore.

E prima di Alomar lo proclamò un americano, Armando Vasseur, il cui auguralismo non è altro, in fondo, che la teoria futurista.

Pertanto il futurismo è americano. In ognuno dei grandi canti di Vasseur vibra il clarino futurista, in ognuno brucia il fuoco di potenza, vigore e movimento strombazzato oggi da Marinetti.

Le dottrine del signor Marinetti, che è senza dubbio un grande poeta ed un abile prosatore, come dimostrano la sua Ode all’Automobile da corsa ed il suo vibrante manifesto, sono le seguenti**:

mercoledì 12 maggio 2010

La Poesia

di Vicente Huidobro*


Oltre alla significazione grammaticale del linguaggio, ne esiste un’altra, una significazione magica, che è l’unica che ci interessa. Uno è il linguaggio oggettivo di cui abbiamo bisogno per nominare le cose del mondo senza aggiungere altro alla loro qualità catalogante; l’altro rompe questa norma convenzionale e in esso le parole perdono la loro rappresentazione stretta per acquistarne un’altra più profonda e quasi circondata da una aura luminosa
che deve sollevare il lettore dal piano abituale e avvolgerlo in una atmosfera incantata.

In tutte le cose esiste una parola interiore, una parola latente che soggiace alla parola che le designa. È quella la parola che il poeta deve scoprire.

lunedì 10 maggio 2010

Non serviam

di Vicente Huidobro*


Ed ecco che un bel mattino, dopo una notte di splendidi sogni e delicati incubi, il poeta si alza ed urla alla madre Natura: Non serviam.


Con tutta la forza dei suoi polmoni, un eco traduttore ed ottimista ripete in lontananza: “Non ti servirò”.

La madre Natura stava per fulminare il giovane poeta ribelle, quando egli, levandosi il cappello e facendo un gesto spiritoso, esclamò: “Sei una incantevole vecchietta”.

Quel non serviam è rimasto impresso in un mattino della storia del mondo. Non era un grido capriccioso, non era un atto di ribellione superficiale. Era il risultato di tutta una evoluzione, la somma di molteplici esperienze.

sabato 8 maggio 2010

Manifesto Forse (Manifiesto Tal Vez)

di Vicente Huidobro*


Nessun cammino vero ed una poesia scettica di se stessa
.

Quindi? Bisogna sempre cercare.

I miei nervi, sparsi in brividi, senza chitarra e senza inquietudine, la cosa concepita tanto lontano dalla poesia, rubare la neve al polo e la pipa al marinaio.

Qualche giorno dopo me ne rendo conto: il polo era una perla per la mia cravatta.

E gli Esploratori?

Si erano trasformati in poeti e cantavano in piedi sulle onde versate.

E i Poeti? Si erano trasformati in esploratori e cercavano vetri in gola agli usignoli.

Ecco perché Poeta equivale a vagabondo senza occupazione attiva, e Vagabondo equivale a Poeta senza occupazione passiva.

giovedì 6 maggio 2010

Quello che dice Vicente

Nei prossimi giorni vi proporremo alcune traduzioni di testi di critica e poetica di Vicente Huidobro (di cui tempo fa abbiamo proposto una simpatica poesia creazionista), in preparazione all'interpretazione di alcuni testi folli - sempre dello stesso autore.

Visto che si tratta di critica, e di critica ben fatta, è superflua ogni altra interpretazione critica.

Riferimenti a date e contesti si trovano in calce ad ogni traduzione.

Le immagini abbinate sono di artisti che hanno potuto sviluppare un discorso artistico con il poeta sudamericano, o che comunque hanno lavorato in quegli stessi anni esprimendo soluzioni artistiche in sintonia con quelle di Huidobro.

Ovviamente i testi sono messi liberamente a disposizione, nelle loro traduzioni, per chiunque ne abbia bisogno; una citazione (non in giudizio) da chi ne faccia uso ci ripagherà dello sforzo.

venerdì 23 aprile 2010

En

EN

El corazón del pájaro
El corazón que brilla en el pájaro
El corazón de la noche
La noche del pájaro
El pájaro del corazón de la noche