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mercoledì 6 aprile 2011

Vittima

Vittima dei sentimenti, mi aggiro per luoghi nuovi, vite di altri che ora sono vita mia, che spolvero dai ricordi di altri, e nessuna allergia,

nessun asma, niente,
neanche ai gatti,

un gatto nero nonostante tutto,
Vittima dei sentimenti, mi aggiro per luoghi nuovi, vite di altri che ora sono vita mia, che spolvero dai ricordi di altri, e nessuna allergia,

nessun asma, niente,
neanche ai gatti,

un gatto nero nonostante tutto,
un gatto rosso vagabondo,
(e un gatto morto rosso vagabondo?),
un gatto pezzato a due colori, maschio,
- ricordi d'Andalusia
un gatto tricolore per necessità femmina,

per necessità come è necessario che io sia vittima dei sentimenti, e che per tutti i luoghi nuovi in cui mi aggiro la vita degli altri ora è il significato della mia,
nuovamente

dopo gennaio in cui ti conobbi,
dopo febbraio dove ti abbandonai,
il marzo che mi lasciasti,
aprile quando mi cercasti,
maggio quando eravamo in festa,
giugno quando forse ti avevo tradito – ma non l'hai fatto tu dopo?
luglio quando ti ho preferito altro,
agosto quando eravamo lontani,
settembre quando ero cieco,
ottobre quando ero solo,
novembre quando scappai a Cipro
o era prima, e facevo della gelosia
un'arma migliore di quelle di Otello,
e dicembre,
l'addio,
e ora invece vivo
ancora
di nuovo
migliore e migliorato,
e mi dico come mi dicevo e come dicevo anche a lei

Guarda, non vedi quanta gente, quante storie, quante nuove cose ogni giorno la provvidenza ci mette davanti e noi per punto preso per tigna per codardia per comodità per abitudine per noia sempre a pensare al passato che
- è un oggetto davvero ingombrante
- è un peso davvero pesante

eppure ci facciamo trascinare indietro da quello
ci fasciamo in cellophane e da li vediamo pensando di non essere visti
e invece
invece siamo nudi, solo più lontani dalla realtà per i sensi instupiditi da quel rivestimento imposto
telefonate sotto la statua per spiegare a me quello che poi avrei dovuto spiegare io a te poi
"ecco com'è che va il mondo"

Capisco da qualche tempo che grande virtù, che gran coraggio e che gesto d'amore sia dimenticare tutto
le frasi d'amore
i fatti d'amore
le azioni sconsiderate che ho fatto per amore
e invece non scordare ogni particolare legato al quotidiano
perché la routine tornerà nella coppia, negli affetti e in altre cose
passeranno e saranno solo nostre le azioni eclatanti che ci hanno spinto tanto lontano con la mente e che in fondo tanto poco hanno valso, ma vi immaginate, dico, penso, cosa sarebbe stato? Ricordare
ricordare quelle rose
ricordare quell'anello
ricordare quel viaggio
ricordare quel giorno alle terme in estasi di piacere
e la prima volta tua
e quei pianti e gli abbracci e il perdono del tradimento
(questa volta il tuo)?
Ora
Trottola
Pallina impazzita

sono portato via dalla corrente
non riesco a perdere alcun treno
e sono grato al mondo.

sabato 12 marzo 2011

D'avorio e oricalco

"Perché io non voglio avere a che fare con gente che non capisce le citazioni da Battiato!"

E vale anche il contrario.

giovedì 13 gennaio 2011

L'Arte Inutile

L'Arte Inutile
(Estratti sull'inutilità dell'arte
dalle lettere e dagli interventi di Germano dei Prati)



1. "Non penso se non a un forma di svago, se mi dicono dell'arte.
[...]
Certamente non in qualsiasi momento, nè quando mi pagano per produrla. Quando mi pagano per scrivere, o se qualcuno mi chiede il favore e la cortesia di un paragrafo introduttivo, di una summa, qualche riassuntino o la gentile ed educata risposta ad una lettera, come la sua, che non tratti soggetti di quotidiana banalità."

(1990)

2. "Ma a cosa serve veramente l'arte? Se non si tratta di una semplice formula di riempimento... Un palliativo della vita.
Pensiamo un momento a quello che realmente ci dice, ci comunica. La dimensione ultraterrena, quella spiritualità che stiamo cercando oramai di vederci, è così tanto soggettiva che un altro, se interrogato all'improvviso, non saprebbe individuarla, nè descriverla - non saprebbe proprio vederla, o sentirla.
La finalità didattica è tanto velleitaria, e mai funzionante neppure quando qualcuno, che ha letto molto e molto studiato, ce la spiega; percepiamo subito i limiti della lezione. E io, sinceramente non ho mai imparato niente da un'opera d'arte.
[...] Non possiamo che credere che un'opera plastica o una letteratura, quali esse siano, altro non sono che la rappresentazione di un mondo che non esiste se non completamente al di fuori di noi, da evitare oggi e sempre per non patirne la mancanza domani."

(1989)

3. "So che mi hanno accusato di rinunciare alla ricerca di un significato dell'arte, e di un senso. Non è vero: se l'ho lasciato capire, è perchè mi contraddico; se mi contraddico, è perchè non esiste ancora - e auspico al mondo intero che non esista mai - un sistema che racchiuda al suo interno tutte le categorie, tutte le forme della vita. E l'arte, è chiaro, è parte della vita.
La civiltà va avanti quando si accorge che i suoi confini, il mondo conosciuto, sono più piccoli di quanto non si sospettasse; allora li distrugge e cerca di avventurarsi oltre. A me non interessa avventurarmi tanto oltre: anzi, sto nella retroguardia. Però non lo faccio per essere un conservatore: ci sto per raccattare i pezzetti che gli altri lasciano indietro, e da quello che trovo mi sembra proprio che la società attuale si stia allontando dai confini che tenta di raggiungere. Contraddicendomi, mi avvicino molto di più alla scoperta dell'oltre."

(1990)

4. "Il realismo! Il realismo non è altro che un criterio squalificante di opera d'arte; e pensare a tutti quei bravi uomini spinti da chissà quali sentimenti che valutano positivo o negativo l'apporto dell'artista al progredire della civiltà, basandosi però su quanto è simile quell'alberello sullo sfondo di un paesaggio o quanto bello è un dialogo per la resa del linguaggio parlato, della lingua vera (!).
Il realismo non è mai stato un criterio di bellezza, nè di valore, per la critica di un'opera d'arte; chi la pensa diversamente, probabilmente opera un altro procedimento, parimenti degno a quello del critico, ma più simile a quello di un estimatore di copie. Davanti alla complessità del mondo, dinanzi a tutte quelle relazioni che l'arte figurativa non può rappresentare, e pur constatata la difficoltà che l'astratto ha nel rappresentare la verità delle forme, questi apprezza comunque il lavoro di fotocopia del mondo che l'artista realista tenta continuamente di produrre."

(1984)

5. "Mi sento sconfortato. Neanche un buon libro riesce a consolarmi, specialmente da un po' di tempo, ovvero da quando sto riflettendo più profondamente sull'inutile falsità dell'arte. [...] La nottata di Fridolin è sua, e solo sua; volercisi vedere sarebbe una violenza talmente intollerabile! E comunque, sarebbe mascherarsi da un'altro. Apprendiamo qualcosa, cresciamo, grazie alle sue vicissitudini... la menzogna è evidente dal momento che ogni creazione è precedente all'interpretazione soggettiva, che è il furto di cui sopra, ma è successiva all'ideazione, successiva all'atto generativo di cui l'opera è figlia: vale a dire [...] [che] vivere l'esperienza della lettura come cosa propria è mistificare la vita stessa.
[...] Per non parlare delle morti: la morte di un personaggio è la prova palese della bugia dell'arte."

(1987)

mercoledì 5 gennaio 2011

Collettivo Latrones



















"Il Collettivo Latrones remixa cronaca, arti grafiche e fotoreportages per diffondere informazione “resistente” in Terra di Lavoro e mantenere vivo il social warning su tematiche di deflagrante attualità. L’obiettivo è diffondere conoscenza per risvegliare le coscienze."

Sul sito si trovano immagini e testi su tematiche locali campane ma che ci riguardano un po' tutti. Qui c'è il manifesto, giacché a noi piacciono i manifesti. Fateci una giratina, suvvia, mentre noi pensiamo a qualche altro modo per riempire il nostro blog.


immagini e virgolettato (c) Collettivo Latrones

domenica 26 settembre 2010

Gli amici dei miei: puntata sull'avarizia.

Gli amici dei miei
Vengono al museo con i cugini di Como
Vogliono la visita guidata
E lo sconto
Perché sono amici dei miei.
Gliel'ho spiegato cento volte
Che non sono una guida
Sono una bigliettaja
Non ci credono
Perché la guida fa più fico.
Gli amici dei miei credono di trovare in me un'alleata
Illustrando le bellezze del posto alla famiglia
Invece li tratto come comuni mortali:
Ci rimangon male.
Quello che ancora non hanno capito
È che i loro sguardi in cerca di indulgenza non mi fan pietà
E che sono amici dei miei
Non i miei.

giovedì 16 settembre 2010

SULL'ACCADEMIA

(dal Manifesto del Ding, ora che inizia l'anno scolastico)

SULL'ACCADEMIA


Ci sembra opportuno iniziare dalla scomposizione voire vivisezione del termine: H / dé / mia: Acca - da non capire un'acca -, dé (intercalare livornese), mia, la vita e le scelte. Fuori di qui gli ampollosi, i capelli brizzolati, la sciarpina di cachemere (che tanto ricorda il cauchemar) adagiata sul collo preferibilmente color panna (la sciarpina, non il collo) la montatura tonda degli occhiali.
Detto questo è giunta l'ora di annunciare agli accademici che:

Nella casa di Tom Bombadil

"Buon giorno, gioiosi amici!", esclamò Tom, spalancando la finestra a oriente. L'aria che inondò la stanza era fresca e odorava di pioggia. "Credo proprio che il sole non si farà vivo, oggi. Ho passeggiato a lungo, saltellando sin dall'alba grigia sulle sommità delle colline, annusando l'aria e il vento, e l'erba era umida sotto i miei piedi, umido il cielo sulla mia testa. Ho svegliato Baccador cantando sotto la sua finestra, ma non c'è niente che riesca a destare gli Hobbit la mattina presto. Di notte sussultano nel buio e si addormentano quando ormai è arrivata la luce! Suona un ding dillo! Svegliatevi ora, miei allegri amici! Dimenticate i rumori notturni! Suona un ding dillo del! Dillo del, miei cari! Se vi affrettate troverete la colazione che vi attende sulla tavola. Ma se arrivate tardi, avrete solo erba e pioggia!"

J.R.R. Tolkien

Anch'io voglio parlare come Tom Bombadil. 
Ma che dico! Già lo faccio. 
Ding dillo del, miei cari!

Ma anche:

"Ehi dol! Bel dol! Suona un dong dillo!
Suona un dong! Salta ancor! Salice bal billo!
Tom Bom, bel Tom, Tom Bombadillo!"
Evidentemente il povero Tom Bombadil era un personaggio troppo imbarazzante per la versione cinematografica da colossal, ed è stato impietosamente depennato.
Invece devo dire che io lo stimo moltissimo.

lunedì 2 agosto 2010

Poema dadaísta (1923)

Questo signore, che è Pedro Salinas, ha pure insegnato per alcuni anni alla Sorbona. Ha anche curato la traduzione spagnola della Recherche.

domenica 4 luglio 2010

Perchè penZare e pensare non sono la stessa cosa

Oramai sono abituato all'idea che penZo: la stessa parola non riesco ad immaginarla scritta diversamente, con grave pregiudizio della correttezza grammaticale - a volte vituperata, altre invocata - che è socialmente accettata.

venerdì 11 giugno 2010

Los dibujitos de Pablito

Als das Kind Kind war, wußt es nicht, daß es Kind war
Il bambino quando era bambino, non sapeva di essere bambino
Peter Handke, Lied vom Kindsein

Il ritorno all'infanzia: molto improbabile. Non voglio dire impossibile, nel mondo c'è anche chi vince la lotteria, e noi manco a Win for Life!. Certo è molto difficile, un obiettivo utopico, ma comunque possibile.

sabato 8 maggio 2010

Manifesto Forse (Manifiesto Tal Vez)

di Vicente Huidobro*


Nessun cammino vero ed una poesia scettica di se stessa
.

Quindi? Bisogna sempre cercare.

I miei nervi, sparsi in brividi, senza chitarra e senza inquietudine, la cosa concepita tanto lontano dalla poesia, rubare la neve al polo e la pipa al marinaio.

Qualche giorno dopo me ne rendo conto: il polo era una perla per la mia cravatta.

E gli Esploratori?

Si erano trasformati in poeti e cantavano in piedi sulle onde versate.

E i Poeti? Si erano trasformati in esploratori e cercavano vetri in gola agli usignoli.

Ecco perché Poeta equivale a vagabondo senza occupazione attiva, e Vagabondo equivale a Poeta senza occupazione passiva.