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martedì 16 novembre 2010

Obbedisco

"[…] e pubblica qualcosa sul blog sennò muore." *
* da una mail.

Lentamente muore un blog se non si pubblica niente.
Lentamente muore chi non si rivede.
Lentamente si rivede chi non muore.

Un Ding nel Silenzio, sono io che ti parlo:
RIVIVISCI!

Ancora non sono spenti i tuoi ardori grammaticali, i tuoi voli pindarici verso il manto di cane! Puoi tuttora parodiare incontri pomeridiani con gli amici dei genitori, e far provare invidia al mondo di chi ne sta fuori.
Pensare o PenZare ci devo pensZare, tutta Italia ha dubbi, il contatore ci fa schizzare!
Se ne andassero a cagare sta massa di allocchi, che noi moribondi saremo pure, ma moribondi coi fiocchi! Ché se si vuole citare si cita, e se si vuole Citare si Cita. 
Io a volte anche Tarzan.

sabato 9 ottobre 2010

In forma

Mi danno fastidio un sacco di cose, e mi dà fastidio soprattutto minimizzare le relazioni con gli altri. Non si può mica tirar via, a prescindere da cosa possa far piacere o no: la cortesia non stroppia. Semmai è la dimenticanza e l'imprecisione a far aumentare le tensioni cosmiche.

La forma esiste con o senza sostanza; se è vuota basta per sé; se c'è la sostanza la forma serve a ricordarne l'entità.
La forma non è inutile, a volte è sì  ingannevole perché suggerisce una sostanza inesistente, ma riassume cosa contiene, se contiene qualcosa.
La mancanza di forma ben peggio invece suggerisce il presunto nulla al suo interno: questo è il dato oggettivo che si evince.

La forma ha forma di per sé, ma la sostanza ha bisogno di una forma per esistere. Non dimentichiamolo.


L'importante è esse' contenti.

martedì 28 settembre 2010

La Creazione

La Creazione
(poetica dichiarazione di poetica)


Rompere le vene come rompere la logica
liberare la sostanza || tagliare ogni legame
ogni filo come i fili del telefono
(per esempio tagliare tutte le comunicazioni del mondo)

vedere il mondo con occhi nuovi
oggetti nuovi
reiterare oggetti d’oggi
sconvolgere oggetti tuoni
vedere oggetti con occhi nuovi

scrivere mille lettere senza alcuna parola
mangiare le parole come un piatto di verdura
suonare verdura come orchestre di violini
bruciare violini come foreste d’estate
leggere foreste come qualsiasi novella
volare novelle come sugli aeroplani
pregare aeroplani come nei santuari
cantare santuari come belle canzoni
annaffiare canzoni come tristi gerani
ballare gerani come sfrenate mazurke
gridare mazurke come disperazione
cucire disperazione come lenzuola

ricucire ogni lenzuola
tutte le disperazioni del mondo
che sono tutte le disparate disperazioni

dissipazioni
dissociazioni
dittongazioni
districazioni
disticanzoni
distilezioni
distisezioni
distimenzioni

e dimensioni o diramazioni

trovare ogni parola che non era parola
e ogni parola che era parola farla nuova parola
e nuove frasi e nessun legame
- o un tegame? -
fare di ogni cosa cosa fatta cosa creata
ripensare ogni schema
con innesti
come alcuno aldue altre alquattro alcinque alsei
per poi pensare

alle ardue salite
ad altri concetti
al quadro in cucina
ad alci in quel nord
ai venti alisei
in tutti i momenti
o anche alle sette e alle otto

e non c’è tempo da perdere.

sabato 7 agosto 2010

Gli studi statistici

In palazzi appositamente deputati venivano fatti tutti gli esperimenti sulla probabilità. Ci si era resi conto, col tempo, che la statistica non possedeva null’altro che quella pur solidissima base teorica, ma non poteva offrire quei riscontri pratici che servivano in quella società basata sul lavoro; e al fine di combattere gli scettici per natura, quei dubbiosi che dal tanto dubitare alla fine si convincono dell’improbabilità di molte cose solo per diffidenza, e ne fanno una verità assoluta che tanto disturba gli statistici – se così vogliamo chiamarli - e poco gli statisti, si era organizzata una struttura preposta alla verifica empirica di tutti i paragoni statistici che erano stati usati nei secoli precedenti per fornire l’esatto termine di misura per ogni previsione, garantendo il minor margine di errore possibile: anzi, si arrivò a sostenere che, nel giro di pochi anni, grazie al sistema intrapreso nelle dimostrazioni, si sarebbe con certezza arrivati ad un vero e proprio registro di tutti i paragoni possibili.

mercoledì 30 giugno 2010

Opera #1: Esperimento di accartocciamento di opera letteraria

1) Trattenersi in un ristorante di media fascia fin verso la fine del servizio del pranzo;

2) Comporre sulle tovagliette di carta versetti creativi, p.e. che iterano titoli noti di opere minori:

"Fazzoletto Rosso"
"La belva addormentata nel bosco"
"La maiala e la formica"
"I tre cardellini"
"Il gatto con i pedali"
"El golpe y la uva"
etc.

venerdì 18 giugno 2010

Cover

"[...] In questo senso non possiamo neanche escludere, una volta appurato il fatto che l'arte, la letteratura, insomma, queste forme espressive - voglio dire, non si può dire che una cantante che fa una cover di un'altro non vada bene o sia deprecabile; è un'artista, reinterpreta, fa sue istanze degli altri, ma c'è un esempio di creazione, in un senso - se si vuole, con le dovute cautele... quel senso di exemplum, di mostra, ehr, di mostrare le proprie capacità o il pensiero. Allora mi sono detto, pensavo, se si possa fare una specie di esperimento simile con un libro [...], un poema o una poesia, perchè se è vero che ci sono i riadattamenti che si alternano con le versioni integrali, penso a quelli per i bambini, non si sfugge dal peccato, dalla macchia, in questi riadattamenti, che guardano sempre al lettore, in pratica, al lettore al destinatario, in altre parole, anche... manca questo sentimento di interiore perfezione, ma perfezione non perchè è bello, eh, per la sua propria compiutezza; E invece una cover come quella che immagino guarda al suo interno, suo dell'opera, vi si muove, analizza le relazioni tra le cose, quelle presenti quelle che si rinvengono, poi le relaziona con l'Io che poi sarei io o chi per me facesse questa cosa, insomma un insieme di relazioni vecchie con un punto di partenza diverso, ma le stesse cose. Un punto di partenza che poi sarebbe un punto di definizione geometrico, della geometria degli spazi di queste relazioni; è dire: io non avrei niente a che vedere con te, come tutti, come tutti davvero, ma ti vedo e tra me e te si instaura un qualcosa, questa strana relazione artistica, e quello che io vorrei è che tu non solo mi dai qualcosa e io la ricevo passivamente, posso anche io cambiarti, rifarti [...] rifarti è farti nascere di nuovo, arricchita, Ultraopera, quasi a dire, consapevole di me-
[...]

sabato 8 maggio 2010

Manifesto Forse (Manifiesto Tal Vez)

di Vicente Huidobro*


Nessun cammino vero ed una poesia scettica di se stessa
.

Quindi? Bisogna sempre cercare.

I miei nervi, sparsi in brividi, senza chitarra e senza inquietudine, la cosa concepita tanto lontano dalla poesia, rubare la neve al polo e la pipa al marinaio.

Qualche giorno dopo me ne rendo conto: il polo era una perla per la mia cravatta.

E gli Esploratori?

Si erano trasformati in poeti e cantavano in piedi sulle onde versate.

E i Poeti? Si erano trasformati in esploratori e cercavano vetri in gola agli usignoli.

Ecco perché Poeta equivale a vagabondo senza occupazione attiva, e Vagabondo equivale a Poeta senza occupazione passiva.