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martedì 3 maggio 2011

Dove sono stato

Insonne, per altri crucci – i vecchi ormai spariti, sussulto davanti alla televisione. Fuori Orario, e l'inizio di un film che un aereo che atterra.
Godo nel riconoscerla, lei con quei palazzi nuovi precocemente invecchiati nonostante la lentezza del tempo; godo perché l'amo e so che l'amo perché la riconosco non in foto, non in cartolina, ma da un piccolo dettaglio; come riconoscerei quel modo strano di procedere sicuro eppure ansioso, quasi frettoloso. O i tuoi polsi, non è così?

Odore di grigliate salendo da Martim Moniz.
Il film è sulla ricerca di un uomo, adesso si sposta a Coimbra con il treno e raggiungerà altri luoghi e forse Martina.

Perde interesse. Si dice di pensioni a prezzi ridicoli; ma io resto con il pensiero a Lisbona, perché lo ricordo, è un gigantesco corpo, caldo, che mi ha atteso ogni notte, per notti, coi suoi umori carnali, i suoi odori che sono il profumo malato di centinaia di sudori, il piscio agli angoli nelle strade, e l’odore acre di certi locali; con la sua spazzatura al Castelo, monumento alla vita deposto lì dove girano su loro stesse le vie strette della città antica. E la città fotografata ed esposta poi nel Bairro Alto.

Il film perde consistenza o perde interesse, io fingo di credere che il Tejo sia un mare e fingo stupore per la sua maestosità. Regina del Tago. Quando l’ubriaco vomiterà, noi rideremo di lui, perché la nostra morale si è perduta nelle cosce di questa città-donna, sporca e lussuriosa.

Il film perde interesse perché è già finito.

giovedì 18 marzo 2010

Who is Scott Johnsonn?

Who is Scott Johnsonn?

Una notte di inverno, con tanta pioggia, i clienti del Tejo bar furono sorpresi dall’arrivo di un uomo assai strano, che portava sulle spalle un pacco ancora più strano. Si presentò come “La scrittore Scott Johnsonn, con due ene!”, di cui nessuno lì aveva mai sentito parlare - neanche con una sola enne. Aveva l’aria di essere completamente ubriaco, ma catturò l’attenzione degli ascoltatori. Quanto più parlava della sua vita tanto più la gente gli prestava attenzione per non perdere neanche un particolare di quella narrazione zoppicante, in pessimo portoghese, che si interruppe con una caduta sugli scalini della porta.

Chiamarono il 112, l’uomo fu portato al São José e tutta la sua opera rimase abbandonata sul tavolo di un bar dell’Alfama.

I clienti che conoscevano l’inglese leggevano e, via via, riassumevano per gli altri i manoscritti che rivelavano storie interessanti, pronte per essere pubblicate con tanto di iscrizione nella Società Portoghese degli Autori. Ma nessuna di queste piacque tanto ai presenti come la storia della vita. Per questo, per un gioco di chi aspetta che la pioggia passi, si pensò che sarebbe stato divertente farla raccontare da tutti quelli che si trovavano li, ognuno alla sua maniera, anche solo per farla conoscere ai clienti che non avevano avuto la stessa sorte. Tutti accettarono entusiasti. Tanto che quando ci si accorse che la pioggia era passata, il sole già era alto.


http://scottjohnsonn.blogspot.com