giovedì 29 gennaio 2009

Omaggio al Ding (nel silenzio)

Un insieme di solitudini: la sala di una biblioteca.
Lettura silenziosa di testi molto —o poco— letti, quotidiani, romanzi, poesie, fotocopie, quaderni di appunti, fogli sparsi.
Migliaia di penne, lapis, matite e parole.
Computer portatili connessi su messenger, motori di ricerca, pagine di posta elettronica, youtube, facebook e la faccia di Rousseau su wikipedia.
Mani che scrivono.
Vedi teste chine o occhi curiosi e pensatori. Senti bisbigli di voci, qualcuno sorride e si guarda protetto da una parsimoniosa volontà di nascondere una complicità che non ha bisogno di vergogna. Senti sghignazzi maliziosi.
Facce interessate, occhi che decifrano lettere, parole, frasi: concetti da memorizzare, forse. Occhi stanchi dietro lenti sporche; qualcuno guarda il grande orologio appeso alla parete, uno invece cammina leggiadro per il corridoio con i libri in mano in cerca di un posto.
I rumori di sottofondo accompagnano la lettura: una porta che si chiude, schiamazzi lontani che rompono la noia, mani che sfogliano libri. Un lieve soffio di vento solleva il mio foglio scritto solo per metà: il mio vicino ha cambiato pagina. Il rumore del cellulare che vibra sul tavolo simula il rumore proibito di un peto, se arriva uno squillo o un messaggio. Altrimenti si sentirà un “pronto” al di là della porta a vetri che separa il silenzio dalla vita.
La pazza che riflette a voce alta, con quei capelli incredibilmente sporchi appiccicati alla cute. Il pazzo pavido che affondato nel suo enorme piumino vaga in cerca di un gran bel libro di parole da leggere.
La distratta diversità della solitudine di un luogo silenzioso per obbligo; un posto in cui sembrerebbe tutto calmo, ma che nella sua quiete apparente dimostra con estrema freddezza che silenzio e normalità non sono altro che le scontate illusioni di quei poveretti che, irritati, continuano a sbuffare un nervoso: “sc!”

M.M.

1 commento:

Terciani ha detto...

Quante ne potremmo dire...faremo qualcos'altro di totalmente anonimo. Bella. Mancano le occhiate maliziose e piacione poi ci son tutte.
Eeeeeeeeeeeeee!